L’evoluzione della filantropia

charityAndrew Carnegie diceva che dopo aver passato la prima parte della propria vita a studiare e la seconda a fare soldi la terza doveva essere dedicata a restituire al prossimo quanto si la vita stessa ci ha dato.
Questo orientamento ha governato molte azioni filantropiche che i più abbienti hanno svolto a favore della collettività ma ora si è fatto un passo avanti: lo sviluppo del business e di conseguenza l’accumulazione possono essere al servizio di due attività che fino a pochi anni fa sembravano in conflitto: investimento e filantropia il tutto per perseguire un solo obiettivo: cambiare il mondo.
Ora la parola d’ordine dei nuovi filantropi come  Pierre Omydiar (fondatore di Ebay) o Mark Zuckerberg, creatore di Facebook sembra essere i impact investing e cioè sviluppare attività di investimento in settori dove si possa ottenere un profitto ma che portino benefici sensibili alla popolazione.
Per esempio Zuckenberg sta lanciando un programma che prevede il posizionamento di   satelliti sull’atmosfera in corrispondenza del continente africano in maniera tale che le popolazioni possano accedere ad Internet (anche a Facebook of course). Si tratta di un investimento che avrà ritorni per il social network ma anche di una grande occasione per quelle popolazioni di accedere alla conoscenza, cosa finora a loro preclusa.
Insomma ci sono aziende e imprenditori che investono per fare profitti e per cambiare il mondo ed altre invece che creano aziende aderendo a rigorosi standard etici stabiliti da organizzazioni come B coporations .

Secondo Richard Branson le opportunità per unire il potere dei mercati con gli investimenti nel sociale sono enormi specialmente per coloro che credono in queste idee che circolano liberamente attraverso la Rete. Modelli di business che mettono charity e profitto al centro e con eguale peso hanno grandi possibilità di crescita.

Autore: Albacore

Società di consulenza svizzera che offre esperienza e professionalità per la gestione di patrimoni strutturati di famiglie imprenditoriali e HNWI