Successione o vendita? I temi sul tavolo delle imprese familiari italiane

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Quando l’impresa di famiglia è una PMI è importante fare attenzione ai contraccolpi del passaggio generazionale: banche, clienti, fornitori e dipendenti non sanno cosa succederà a breve; vogliono certezze per il futuro e garanzie che l’azienda sia condotta bene.

La continuità della successione appare come uno dei problemi più delicati e cruciali per queste aziende anche se viene talvolta considerata un argomento tabù. Tale reticenza può avere varie cause e dipendere da non pochi fattori, per esempio la volontà del fondatore di rinviare la soluzione del problema data la sua oggettiva difficoltà, oppure la presenza di una composizione numerosa dei membri della famiglia allargata.

Passaggio generazionale ovviamente non significa solo il “tramandare” l’impresa ai familiari ma anche, come peraltro accade spesso in Italia, una sua alienazione con conseguente suddivisione del ricavato fra gli eredi.

Secondo il Cerved esistono ben 35 mila PMI familiari per cui il passaggio generazionale può concretizzarsi in tempi ragionevoli, visto che l’età media dei soci e dell’AD ha superato i 55 anni. Ovviamente queste PMI sono nel radar dei private equity come mostra questa figura qui sotto.

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Mentre di seguito  è possibile notare le aree geografiche in cui “insistono” le PMI possibili target dei PE.

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Ma perché avviene la vendita dell’azienda? Spesso perché la famiglia non coglie o non riesce a cogliere le sfide della crescita  ma anche perché le famiglie hanno una minore propensione a ricorrere a management esterno alla famiglia che può portare energie fresche. Senza nuove idee, spesso si arriva alla fatidica domanda: come possiamo crescere? Spesso la risposta sta nella vendita. Le imprese familiari valorizzano in misura maggiore la vicinanza e la fedeltà dei manager alla famiglia, rispetto alla performance. Ovviamente la massima forma di vicinanza e fedeltà è costituita dalla scelta di un membro della stessa famiglia come CEO o membro del consiglio d’amministrazione.

Gli oltre 100 mila amministratori delegati delle PMI familiari (fonte Cerved) sono per l’86% membri della stessa famiglia che esercita il controllo nell’impresa. Una parte rilevante dei circa 14 mila CEO esterni all’impresa (quasi 6 mila) hanno quote di minoranza nell’impresa; sono poco meno di 8 mila gli amministratori delegati che non detengono quote societarie. In generale, gli AD esterni alla famiglia sono più giovani di circa 4 anni e tra di loro è maggiore la presenza di donne (23,5% con- tro 18,5%).

La successione e la vendita  sono processi da gestire e non eventi da subire. Il giusto approccio è attuare una sinergia generazionale, cioè passare da una logica di evento a una logica che dia il senso della scelta anche se la scelta è la vendita dell’azienda. Occorre anche valutare il contesto psicologico e i profili emozionali, i vincoli e le limitazioni posti dal diritto successorio, nonché la variabile fiscale e gli strumenti offerti dalla disciplina societaria.

Autore: Albacore

Società di consulenza svizzera che offre esperienza e professionalità per la gestione di patrimoni strutturati di famiglie imprenditoriali e HNWI