Essere Family Wealth Mentor

Evento Diana

Fra qualche giorno ospiteremo presso i nostri uffici Diana Chambers professionista americana (ma parte dell’anno lo trascorre in Svizzera) che opera nel family mentoring anzi, per essere precisi, nel Family Wealth Mentoring,  Diana assiste le famiglie imprenditoriali contribuendo a gestire i conflitti che si generano al loro interno. Parliamo non solo conflitti personali fra membri della famiglia (la storia ci racconta di tante famiglie imprenditoriali che si sono sfaldate sulla base di conflitti personali) ma anche di conflitti sulla direzione strategica che il patrimonio familiare (aziende, asset immateriali e altri asset) deve prendere.
L’obiettivo di Diana è quello di trovare una mission al patrimonio della famiglia che può essere di vario tipo: dalla filantropia, all’industria, alla finanza, alla semplice rendita finanziaria. Diana ascolta, parla elabora strategie che poi presenta alla famiglie e che poi condivide con il wealth manager di famiglia. Diana Chambers, infatti, non gestisce direttamente i patrimoni.

L’evento è solo su invito ma presto sempre su questo blog troverete un post di Diana Chambers mentre Qui trovate il suo sito.

L’impact investing è una nuova asset class?

granoL’impact investing è quel tipo di investimento che genera benefici sociali o ambientali oltre ai capital gain. Si tratta quindi di un asset class a parte rispetto a quelle tradizionali che viene più che altro considerata da investitori istituzionali.  Gli impatti dell’ impact investing sono anche di tipo reputazionale per chi investe, insomma oltre al ritorno sul capitale investito c’è un dividendo reputazionale.

In un epoca di alta liquidità e di tassi bassi l’impact investing è una asset class appetibile anche per i wealth manager che possono proporre ai clienti questo tipo di investimento come valido complemento ad altre asset class. I vantaggi per il cliente sono finanziari, reputazionali come già detto sopra e sono anche vantaggi intangibili come, ad esempio, lo sviluppo di una rete di relazioni con new entrepeneurs e professionisti, in grado di apportare know how inediti e, perché no, creare occasioni di investimento consistente in un futuro molto vicino. Il wealth manager, invece ha anche il compito  di ricercare nuovi progetti di investimento, nuovi mentors e nuovi operatori in grado di abilitare i progetti di impact investing.

Fra i settori obiettivo dell’impact investing ci sono quelli definiti dal IFC (International Finance Corporation) un organismo della World Bank e sono fra gli altri:

  • I wearable: i mini computer, smart watch, sensori, occhiali a realtà aumentata che una volta indossati consentono di acquisire in tempo reale informazioni su aree di proprio interesse;
  • Smart system: i progetti che permettono di rendere intelligente il funzionamento degli edifici (perlopiù pubblici)
  • Watertech: i sistemi di filtraggio e conservazione dell’acqua con specifico riferimento al trattamento per la gestione e riduzione dello spreco
  • Energie rinnovabili e loro conservazione
  • il riciclo dei rifiuti
  • Lo sviluppo dell Agritech per tutti quegli strumenti che consentiranno una migliore gestione delle terre e la migliore ottimizzazione nell’uso di pesticidi naturali e del Medtech e cioè l’incremento qualitativo per gli strumenti connessi alla Telemedicina
  • Edutech: lo sviluppo della formazione online e del remote learning con tutti i modelli innovativi di formazione.

Gli abilitatori dell’impact investing: i Millennials

In tante aree del mondo le ricchezze stanno passando di mano e molti eredi hanno valori diversi di loro padri e dai creatori delle ricchezze. Mentre i genitori erano occupati a sviluppare  la ricchezza delle famiglie imprenditoriali i loro figli, pur ereditando il patrimonio, non è detto che vogliano proseguire la strada dei genitori. Ecco allora che perseguono progetti filantropici od attività di impact investing per lasciare un segno della loro presenza nel territorio ove vivono. Si tratta di ereditieri appartenenti al cluster dei Millennials, di vedute più larghe anche grazie ad una maggiore istruzione ed alla tecnologia. Secondo un report di UBS sono ereditieri in aree mature come l’Europa, area leader per la conservazione dei patrimoni di generazione in generazione, ma sono anche dei new riches ed i self made billionaires in Asia dove è più veloce l’accumulo delle ricchezze e dove “nasce” un billionaire  ogni tre giorni.

I millenninals secondo  UBS hanno come obiettivo non solo ottenere rendimenti ma anche soddisfare le esigenze degli stakeholder delle aree dove vivono adottando vere e proprie iniziative di CSR. Prima la CSR era stata bollata come green washing un modo cioè per dare una patina di buona percezione ad aziende o famiglie che con le loro attività industriali avevano danneggiato i territori o i sistemi finanziari/industriali dove operavano. Ora, invece, per molti la CSR coincide spesso con l’ impact investing e con la filantropia anche se in realtà, dal punto di vista tematico ne sono solo una parte.