Quattro cose che i family office fanno meglio delle banche…

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I family offices sono una forza emergente nella finanza in questi ultimi anni.  Formati da pochi professionisti (in numero sicuramente inferiore a quello di certe banche di investimento) prendono decisioni  libere e indipendenti dalle investment banks e dagli asset manager. Più famiglie o addirittura una famiglia facoltosa affida la gestione e la crescita dei propri asset a strutture modellate e costruite secondo le proprie esigenze e non a strutture già preesistenti create da soggetti terzi (banche e asset manager in questo caso).Il family office è il nostro mestiere e  lo conosciamo bene: ci siamo imbattuti in  questo articolo del Wall Street Journal dove si parla del mercato dei FO in america ed è interessante capire come per esempio i family office investono negli Stati Uniti. Lo vedete dalla figura qui sotto

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Questa asset allocation al di là delle percentuali di allocazione delle risorse ci dice anche alcune altre cose:

  • i family office competono con le boutique di advisory e banche di affari nelle acquisizioni
  • finanziano startup (questo sopratutto è un fatto che si deve alla generazione dei Millennials che assume sempre più responsabilità al loro interno)
  • sono attivi nel Real Estate
  • assumono professionisti dalle banche di affari.

Le banche d’affari hanno capito il tema: i family office diventano loro concorrenti in molti deal sottraendo quindi flussi di commissioni che prima erano più certe e lo hanno capito anche le banche commerciali: in Italia UniCredit sta rilanciano Cordusio SIM mentre Intesa  investe molto nelle attività di comunicazione di Intesa Wealth Management.

IL WM in Italia e qualche considerazione

*Di Francesco Fabiani

nsfg5sjyzgq-tim-gouwLa crisi economica, una certa vocazione del nostro capitalismo al chiudersi in cerchie relazionali che tendono sfaldarsi  ed un’ assenza di visione su quelli che sono i trend del futuro  ha portato molte famiglie imprenditoriali ad interrogasi sul proprio futuro. Alcune resistono, altre hanno venduto le aziende (veri e propri gioielli) altre ancora sono in preda a lotte intestine fra gli eredi che prima di capire se vendere la loro parte guerreggiano per assumere il controllo delle imprese.

L’Italia è il secondo paese risparmiatore al mondo. Ma da sempre non trasforma sul risparmio in investimenti ed è bancocentrica (anche se questo aspetto i recenti scandali hanno dato un colpo durissimo alla reputazione di certe banche).

Ho fatto incontrato di recente Massimo Gaia di Reuters che ha realizzato una interessante  analisi sul mondo del Wealth Management in Italia e Qui trovate anche la seconda parte.

Emerge in un mondo in cui le  “vecchie” asset class non garantiscono più i rendimenti di una volta, un desiderio di asset class alternative in grado di garantire ottimi rendimenti ma, per la prima volta, le famiglie che le ricercano  guardano anche al lato sociale della cosa. Parliamo di investimenti in grado lasciare tracce tangibili sul territorio dove vengono effettuati e, perché no, di investimenti che possano generare nuove tipologie di imprese che aiutino gli eredi di famiglie imprenditoriali di impostazione  novecentesca a reinventarsi, a diventare new entrepeneurs. Parliamo di operazioni di impact investing.

In questo quadro il ruolo dei Family Office è quello di consigliare i clienti sulle migliori asset allocation (noi ad esempio abbiamo un track record di operazioni in P/E concluse con ottime soddisfazioni per i nostri sottoscrittori) ma è anche quello di aiutare le famiglie a reperire operazioni di impact investing che, dati i rendimenti attuali delle asset class tradizionali, sono sicuramente più redditizie.In più occorre fare i conti con gli eredi”millennials” delle famiglie imprenditoriali perché non è detto che questi vogliano fare gli eredi e trasformarsi  in rentier. Ma quando prendono in mano le sorti della famiglia impendtoriale ne trasformano le attività con un’ impronta più sociale .

*Founder & CEO di Albacore