Il P/E traina i rendimenti dei Family Office

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E’ il Private Equity a sostenere i rendimenti dei Family Office. E’ questo uno dei dati rilevanti del report che UBS ha realizzato con Campden Research intervistando 262 Family Office dal quale emerge che il rendimento aggregato del settore dei FO balza al 7% nel 2016 dopo lo 0,3% del 2015. La ripresa dei rendimenti è  trainata dagli investimenti in P/E che hanno controbilanciato il rendimento modesto degli Hedge e del Real Estate.Le azioni pesano nei portafogli dei FO per il 27% del valore dei portafogli mentre il P/E pesa per il 20%  ma oltre il 60% degli intervistati prevede di aumentare il peso delle azioni nei propri portafogli  mentre il 40% e il 49,3% vuole aumentare, rispettivamente,nei propri portafogli il peso di P/E e coinvestimenti.I Family Office nordamericani sono quelli che più hanno investito in strategie orientate alla crescita  tant’è che nel 2016 il loro rendimento cumulato ha toccato il 7,7% superando quello medio del settore oggetto della ricerca. Sono in ogni caso i network relazionali e sempre meno le strutture di ricerca che fanno procurare buoni affari ai P/E infatti per stessa ammissione del campione intervistato “la gran parte di noi non ha strutture di ricerca interne”.  Altro tema importante per i Family Office è la trasmissione dell’eredità alle generazioni future. Quasi la metà di loro non ha un piano di successione ma occorre far notare che, nel corso degli anni, i FO si sono conquistati un ruolo nell’armonizzare gli asset familiari, nel favorire l’accordo fra i membri della famiglia imprenditoriale e, spesso, si fanno aiutare da professionisti del Family Mentoring  come Diana Chambers   che è stata intervistata in Questo articolo di Private Diana-Chambers-Private_Pagina_1Diana-Chambers-Private_Pagina_2

Per quanto riguarda le tendenze future di investimento è molto importante il tema della sostenibilità e del cosiddetto Impact Investing. Il 62,5% del campione intervistato  investe in questo settore con investimenti privati e il 56,3% tramite Private Equity.

Se gli investimenti sostenibili hanno performance finanziarie di tutto rispetto.

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Nonostante vi sia un crescente riconoscimento della concretezza finanziaria sui rischi e sulle opportunita’ di ESG (Enviromental, Social e Governance), c’e’ ancora un comune e profonda a pregiudizio tra i professionisti del mondo finanziario riguardo al  Sustainable Finance che secondo molti  non performa finanziariamente.

Sulla base di 2200 studi primary focalizzati nello studiare la correlazione correlazione tra ESG e CFP (Corporate Financial Performance) che seguono dati dagli inizi del 1970 si puo’ però chiaramente mostrare l’appetibilità degli investimenti  in ESG.

Questo risultato e’ in contrasto con la comune percezione tra gli investitori i quali sono fuorviati dai risultati di studi su portafogli che mostrano risultati inquinati dai costi dei fondi per l’implementazione delle strategie, e dai rischi sistemici  legati a specifici portafogli.

La outperformance di ESG esiste in molte aree del mercato e soprattutto in Nord America, nei mercati emergenti e asset class non liquide. L’orientamento verso investimenti di lungo termine responsabili dovrebbe essere importante per qualsiasi investitore

Questo richiede una dettagliata e profonda conoscenza di come integrare i criteri di ESG in un processo d’investimento al fine di raccoglierne il totale potenziale dei fattori che ne enfatizzano il valore. Quando si valutano le performance della finanza sostenibile e’ importante notare come differenti forme di finanza sostenibile possano avere diverse caratteristiche di rischio e ritorno. Ad esempio gli investimenti tematici, che sono spesso scomesse concentrate in un’industria, sono molto differenti da approcci trasversali, integrati o di impact investing.

Non dimentichiamo che il settore finanziario gioca un importante ruolo nel finanziare le strutture future dell’economia ed ha un ruolo centrale nell’allocare capitale su progetti che contribuiscono a sviluppi sostenibili ( efficienza energetica, riduzione inquinamento, condizione del lavoro umano, riduzione della perdita di biodiversità).

Quest’ultima considerazione ci dovrebbe far riflettere nell’importanza di allocare risorse in queste iniziative a prescindere dal ritorno che ne conseguono. Le nuove generazioni rappresenteranno la svolta in questo approccio.